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C’erano una volta: una fragola, un filo interdentale e…la reggia di Versailles

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Oramai sappiamo che il nostro filo interdentale alla fragola si è guadagnato una non indifferente quantità di spazio all’interno dei vostri cuori ma siete sicuri di sapere tutto, ma proprio tutto tutto, quello che c’è da sapere sulle fragole? Scommettiamo?

L’ incrocio perfetto!

Innanzitutto, un particolare sulle fragole che non tutti sanno è che le fragole, almeno per come noi le conosciamo comunemente, sono arrivate a noi dalla costituzione di un ibrido, più precisamente un incrocio casuale tra due varietà di frutti americani. 

“Non mangiare il centrotavola!”

Infatti, fino a poche centinaia di anni fa, le uniche fragole che si conoscevano erano le fragoline di bosco, quindi solo ed esclusivamente delle specie selvatiche. 

In particolare, le fragoline di bosco non erano considerate come un frutto, o comunque qualcosa destinato ad essere portato sulle nostre tavole, bensì come un ornamento, un elemento per centrotavola, ghirlande ed altre tipologie di ornamenti.

Di feste epiche e divinità disperate

Invece, all’interno della mitologia, la fragola la faceva da protagonista durante le feste dedicate ad Adone dal momento che si narra che, alla sua morte, Venere fu talmente straziata dal dolore che le sue lacrime, una volta raggiunto il terreno, fecero germogliare dei piccoli frutti rossi a forma di cuore

Dai centritavola alla reggia di Versailles

Senza dubbio, come vi abbiamo anticipato, il valore estetico di questo frutto è assolutamente innegabile, infatti quella ornamentale è rimasta praticamente l’unica funzione delle piante di fragole fino agli inizi del ‘500.

Ad importare la fragola come la conosciamo noi oggi in Europa, nei primi anni del 1700, fu un militare francese, Amédé Francois Frézier, che raccolse alcuni campioni di queste piante dai frutti così gustosi e zuccherini e li portò in Francia, descrivendoli così:

Frutti succosi, grandi come una noce o un uovo di gallina e il loro sapore meno gustoso di quello delle fragole di bosco”

Frézier andò a presentare questa nuova variante proprio al cospetto del Re Sole, il quale, da grande sostenitore delle scienze e del progresso quale era, creò una vera e propria coltura di fragole all’interno della reggia di Versailles.

Insomma, la storia dei “frutti di Venere” è senza dubbio affascinante e ricca di leggende e vari significati semiotici:

ad esempio, quando una dama dimostrava il proprio interesse nei confronti di un uomo e lo invitava ad un incontro notturno, mangiando lascivamente, sotto lo sguardo “del prescelto”, delle fragoline di bosco “condite” con panna e zucchero. 

Ora sapete che, tutte le volte che utilizzate Doctor Filo alla fragola durante la vostra regolare routine di igiene dentale, state letteralmente “assaggiando” un pezzetto di storia.